Un forte terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito la costa orientale del Giappone pochi minuti fa. L’epicentro è stato localizzato a circa 80 km dalla costa della prefettura di Miyagi, la stessa zona devastata dal disastro del 2011.
L’Agenzia Meteorologica Giapponese ha immediatamente diramato l’allarme tsunami per le coste nord-orientali. Onde di oltre 3 metri sono attese nelle prossime ore. La popolazione è stata invitata a evacuare immediatamente le zone costiere.
Ma la vera preoccupazione, quella che nessuno vuole nominare ad alta voce, sono le centrali nucleari.
La centrale di Fukushima Daiichi, ancora estremamente fragile dopo il disastro di 15 anni fa, si trova a poche decine di chilometri dall’epicentro. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza nucleare e stanno monitorando in tempo reale i livelli di radiazione.
Ricordate il 2011? Un terremoto, uno tsunami, tre reattori che esplodono e mezzo mondo contaminato.
Oggi il Giappone è di nuovo con il fiato sospeso.
Mentre scriviamo, i treni ad alta velocità sono fermi, gli aeroporti chiusi e milioni di persone stanno fuggendo verso l’interno. Il primo ministro ha convocato d’urgenza il consiglio di sicurezza nazionale.
Questa non è solo una scossa.
È un promemoria brutale: la natura non ha firmato nessun trattato di pace con l’uomo, tantomeno con chi continua a costruire centrali nucleari su una delle zone sismiche più pericolose del pianeta.
Restate sintonizzati.
Perché se Fukushima dovesse tornare a parlare… questa volta potrebbe urlare.
