Giro di timone in casa Meloni: il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele. Lo ha annunciato la Premier al Vinitaly, in pieno caos Golfo: attacchi IdF ai caschi blu Unifil in Libano, tensioni Iran-Israele, Stretto di Hormuz chiuso che fa lievitare carburanti e fertilizzanti.
Si corre ai ripari? Dopo mesi di accuse di "complicità genocida" da Pd, M5S e giuristi, Roma blocca il memorandum del 2005 che si sarebbe rinnovato lunedì 13 aprile. Non è rottura totale, ma segnale forte: negoziati pace prioritari, niente armi a Netanyahu mentre Gaza sanguina.
Meloni difende Papa Leone XIV dalle "parole inaccettabili" di Trump: "Non mi sentirei a mio agio in una società dove i leader religiosi obbediscono ai politici". Distanza da Washington netta, gas russo? No, pressione su Mosca resta.
La mossa placa la base popolare infuriata da rincari e guerre. Ma è tattica o svolta? L'Europa apprezza, l'opposizione fiuta opportunismo. Meloni passa da "pesce in barile" a navigatore cauto. Vedremo se regge il mare mosso.
